A tavola con gli dei


Autore: Stefania Barzini
Collana: Parole in pentola
Formato: 11,5 x 22 cm
Pagine: 280
Prezzo: 15 €
ISBN: 978 88 86988 94X

Ho sempre pensato che il mondo si divida in due. E non parlo di belli e brutti, di buoni e cattivi, di bianchi e rossi. Parlo di «quelli che amano le Isole e quelli che invece no». Si tratta di due partiti ben distinti, diversi per mentalità, carattere e stili di vita. Quelli che non le amano si riconoscono a vista per via di quel sottile malessere che li assale una volta messo piede su suolo isolano, quella vaga sensazione di claustrofobia, quel affanno senza nome, quel confuso senso di panico, quel acuto desiderio di terraferma che li spinge a salire con sollievo sul primo traghetto disponibile, quello che li riporterà, una volta per tutte, in «continente», là dove cose e persone hanno contorni più nitidi e precisi, là dove si possono finalmente sciogliere e scomporre ansie e paure. Dove potere insomma ricominciare a vivere. Per i secondi invece la vita inizia proprio dove per gli altri finisce: quando cioè ogni collegamento con il resto del mondo viene interrotto, quando si resta soli in mezzo al mare, quando si spezza anche l’ultimo tenue contatto con «il prima». Allora ci si sente finalmente al sicuro, tranquilli e protetti come nel grembo materno. E’ l’Isola stessa, ogni Isola, a racchiudere in sé questa doppia anima, prigione o fortezza, esilio o libertà, mistero e certezza. Per me, che ne sono un’amante appassionata, esse sono soprattutto pausa, silenzio, sospensione del tempo. Come tutti quelli della mia razza ho anche io Isole del cuore e un’Isola dell’anima. Sono queste quelle che vorrei raccontare, e siccome mi piace mangiare e scrivere di cucina e credo che il cibo possa narrare storie, avventure, vite e personaggi, è così che cercherò di rendere vive le mie Isole. Passando per la stanza da pranzo.

 

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Braciolette impanate alla siciliana

Ingredienti per 6 persone:
6 bistecchine di manzo senza osso
1 tazza di pangrattato
1/2 tazza di pecorino siciliano grattugiato
1 mazzetto di prezzemolo finemente tritato
20 gr di capperi sotto sale precedentemente sciacquati e dissalati
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio raso di origano
olio extravergine d’oliva
sale e pepe
limone

Queste buonissime bistecchine possono essere preparate in due modi, alla griglia o fritte. Io ho un particolare penchant verso tutto ciò che è fritto e penso che si debba anche sfatare il mito che "il fritto fa male": innanzi tutto bisogna vedere come si frigge e poi non abusarne, quindi una frittura ogni tanto, asciutta, leggera e croccante, credo faccia bene al fegato e all’anima.
Prendo le bistecchine e le appiattisco bene con il batticarne, poi le metto in un piatto fondo insieme a 1/4 di tazza di olio e le rigiro bene in modo che si ungano da tutti i lati. In una grossa ciotola mescolo il pangrattato, il pecorino, il prezzemolo e l’aglio tritati, i capperi, l’origano, un po’ di sale e pepe. Trasferisco questo composto in un piatto grande e impano le bistecchine unte d’olio premendo bene in modo che il composto aderisca uniformemente. A questo punto scaldo abbondante olio in una grande padella di ferro e quando è bollente immergo le bistecchine che faccio dorare da ambo i lati. Poi le scolo bene e le metto ad asciugare su carta da pane.
Se voglio essere "gastronomicamente corretta" (cosa che aborro!), faccio una bella brace e le metto a cuocere sulla griglia.
Alla fine, in tutti e due i casi, ci spruzzo sopra il succo di limone e le porto in tavola ben calde.