Manuale pratico di cucina noir e criminale
Autore: Montsè Clavè
Collana: Parole in pentola
Formato: 11,5 x 22 cm
Pagine: 168
Prezzo: 13 €
ISBN: 978 88 86988 893
I personaggi che popolano la letteratura noir mangiano e bevono. Alcuni più di altri. Di più, quelli che appartengono alla cultura mediterranea, molto meno i nordici. Gli americani del nord più che mangiare bevono, i latino-americani mangiano e bevono. Non intendiamo con questo libro incitare all’assassinio gastronomico. Desideriamo soltanto offrirvi un saporito intrattenimento. Le ricette non contengono arsenico tra gli ingredienti.
Nella prima parte del libro si incontrano numerosi autori elencati in ordine alfabetico, e per ciascuno di essi vi offriamo una ricetta che, direttamente o indirettamente, può essere messa in relazione con una delle loro opere. La seconda parte è un completo menù per organizzare a casa vostra una cena in perfetto stile criminale.
| Leggi una ricetta |
Andreu Martín e i calamari alla minorchina
Protesi è uno dei migliori romanzi noir degli anni Ottanta e, finora, il romanzo di Andreu Martín che preferisco. Un romanzo nero, molto nero, nerissimo.
Con il titolo di Fanny Pelopaja nel 1984 fu sadicamente maltrattato e trasposto sul grande schermo da Vincente Aranda.
La storia comincia così:
Venerdì, 21 luglio
7.30 del mattino
Non c’è niente di più sinistro che il sorriso di un teschio.
Il Migue, un povero diavolo, e il Gallego, un poliziotto di quelli del franchismo, sono i protagonisti di questa tragedia criminale che si svolge tra la fine di luglio e la fine di agosto a Barcellona.
Miguel Vargas Reinoso ha il suo sorriso di teschio infilato in un bicchiere di vetro (…).
Se siamo pronti ad accompagnare questo personaggio nella sua disperata ricerca di vendetta, dormiremo in una pensione del quartiere che negli anni Ottanta era ancora cinese, ci daremo appuntamento nel Palmer, al Paralelo, e conosceremo la Nena…
Succederanno molte cose, ma come spesso capita in un romanzo nerissimo, mangeremo poco e male.
La Nena affonda il cucchiaio (sporco da giorni, non si può lavarlo, altrimenti i vicini potrebbero sentir scorrere l’acqua) nel barattolo delle lenticchie.
Ma siccome Andreu Martín è uno dei nostri autori noir preferiti, gli prepareremo un piatto di suo gusto. Senza dubbio lui capirà il perché di una ricetta minorchina.
Calamari ripieni alla minorchina
(alla maniera di Lorenzo, pescatore del Carretero)
4 calamari grandi
qualche spicchio d’aglio
pangrattato
prezzemolo tritato
4 grandi patate affettate (1 cm di spessore)
2 pomodori maturi
1 cipolla grande affettata sottilmente
4 stuzzicadenti
olio extravergine d’oliva
sale e pepe
Lavate e svuotate i calamari. Togliete i tentacoli e le pinne, tagliateli a pezzetti e poneteli in un piatto fondo con l’aglio, il prezzemolo, il sale e il pangrattato. Mescolate bene ottenendo un composto abbastanza consistente con cui riempirete i calamari; chiudeteli poi con uno stuzzicadenti.
Ungete una teglia da forno con due cucchiai d’olio. Formate un primo strato con la cipolla affettata, un secondo con le patate, salate e pepate. Sopra le patate disponete i calamari e i due pomodori aperti a metà. Spolverate il tutto con aglio, prezzemolo e un pò di pangrattato. Aggiungete dell’acqua fino a coprire le patate. Irrorate con 3 cucchiai d’olio e mettete in forno preriscaldato a 220° per circa 45 minuti.
Quando le patate sono cotte il piatto è pronto. Gratinate qualche minuto e servite.

