Pausa pranzo
Autore: Stefano Arturi
Collana: Parole in pentola
Formato: 11,5 x 22 cm
Pagine: 280
Prezzo: 15 €
ISBN: 978 88 86988 902
Se abitate in una di quelle deliziose cittadine di provincia che “Slow Food” ama alla follia, per la vostra pausa pranzo sarete probabilmente così fortunati da avere l’imbarazzo della scelta: trattorie, vinerie, mangerie & Co. Tutte buonissime. Beati voi. Per moltissimi di noi, invece, soprattutto nelle grandi città, la pausa-pranzo, diritto naturale del lavoratore, è una tragedia. Molta offerta gastronomica del mezzogiorno è pessima: pastasciutte scotte, troppo condite e pesanti, miserrimi panini mollicci al prosciutto “plasticato”, insulse “insalatone” senza capo né coda, vera accozzaglia di ingredienti di dubbia qualità. Questo mangiare è triste, pesante, poco salutare e, soprattutto, non è buono. Da piacevole intermezzo e momento di ricarica, la pausa-pranzo spesso si trasforma in esperienza fantozziana. Ma, già da qualche anno, un movimento di “carbonari” ha iniziato a reagire a questo stato di cose. La pausa-pranzo “fai da te” è ritornata in auge. Sono sempre più numerosi quelli che si preparano a casa un “cestino” da consumare poi a mezzodì: un panino con le verdure grigliate, un’insalata leggera e stuzzicante, una frittatina con le erbe profumate. Al parco, o magari semplicemente seduti su una panchina, all’ombra di un alberello spelacchiato, o, forse, se piove, in un angolo improvvisato dell’ufficio, il “cestino del mezzogiorno” diventa un momento rilassante e fantasioso.
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Orecchiette fredde con ciliegini, basilico e mozzarella di bufala
A essere onesti, la "caprese" con la pasta.
Vero, ma con una piccola differenza: l’uso del peperoncino e del pecorino romano a contrastare la cremosità della mozzarella di bufala e la dolcezza dei ciliegini. Questo contrasto di sapori anima il piatto in modo originale e gli conferisce una personalità più interessante.
Contrariamente a quanto molti credono, le paste fredde non vanno messe in frigorifero: il freddo fa perdere loro ogni sapore e le appiattisce. Anche in estate, meglio prepararle soltanto con alcune ore di anticipo e conservarle a temperatura ambiente. Come spesso accade, la cena della domenica sera è la schiscetta del lunedì mezzogiorno.
Per 4-5
400 g di orecchiette
450 g di pomodori ciliegini
200 g di mozzarella di bufala
50 g di pecorino romano
una manciata di basilico
olio
sale
peperoncino
Cuocete al dente le orecchiette, scolatele molto bene e trasferitele in una grande insalatiera. Conditele con due cucchiai d’olio e un bel pizzicotto di peperoncino. Lasciatele raffreddare, mescolando ogni tanto.
Nel frattempo, tagliate i ciliegini a quarti, salateli e lasciateli scolare in uno scolapasta. Tagliate la mozzarella a cubetti grandi più o meno come un’orecchietta e lasciateli scolare in uno scolapasta (una casa senza due scolapasta è ovviamente sfornita).
Sbriciolate grossolanamente il pecorino romano. Attenzione: ho detto "sbriciolate", non "grattugiate". Io lo faccio con un coltello pesante. Mischiatelo a un’abbondante manciata di basilico spezzettato con le mani. Aggiungete i pomodorini, il pecorino e la mozzarella. Un altro filo d’olio non ci starebbe male.
Lasciate insaporire la pasta per almeno un’ora.

