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Muhammad Al Baghdadi

Muhammad ibn al-Kartm al-Katib al-Baghdadi compose il suo “libro di cucina” nel 1226, appena tre decenni prima che le orde mongoliche invadessero l’impero del Califfato, annientandolo e frammentandolo. La sua voce di cuoco abile e sobrio si leva dunque dall’estremo apice di splendore della Bagdad abbaside, quando la popolosa capitale del mondo musulmano, ormai avvolta dalla grande espansione turca, mandava gli ultimi bagliori di centro del mondo, luogo principe della cultura medievale, fucina dell’arte suprema del libro. Al-Baghdadi, di cui non si conosce che il nome e un’unica opera, “Il cuoco di Baghdad”, non era un uomo di corte, ma apparteneva probabilmente al ceto urbano agiato, dedito ad attività produttive di prestigio, come la sua qualifica katib, “scriba, copista”, sembra indicare.

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