Parole e storie senza tempo di scrittori che si sono lasciati ispirare dal cibo.
Dietro lo pseudonimo di Petronilla si nasconde Amalia Moretti Foggia (1872-1947), medico pediatra che dal 1928 dispensò consigli culinari dalle colonne de La Domenica del Corriere.
I suggerimenti gastronomici di Petronilla si dimostrarono ancor più preziosi durante la guerra, quando “la cuoca che non fu mai cuoca”, come lei stessa amava definirsi, illustrò la realizzazione di piatti composti
...“Un ricettario è sempre opera di uno chef o di un cuoco. Non mi identifico con nessuna di queste categorie. Ho voluto, nonostante ciò, dar vita a una raccolta di ricette. Lo sottolineo, una raccolta e non una creazione originale. Mi definisco di conseguenza interprete, e non compositore, della memoria di creazioni altrui”.
Con queste parole Davide Paolini ci
...Il peperone crusco: sapete che cos'è? Il possibile snack del futuro. Mangiare allievi sul molo: non è il tic antropofago di un docente psicopatico, ma la passione di un popolo di mare orientale. O per' e o muss', a dispetto dell'elegante sonorità francese, è la memoria atavica della miseria, in una città nella quale non si buttava via nulla.
In
...Giovanna Esposito, Lydia Capasso
Dopo il successo de Gli Aristopiatti, che ci ha permesso di curiosare nelle cucine di corti e palazzi italiani, Lydia Capasso e Giovanna Esposito tornano con un nuovo volume della collana "Parole in Pentola", uno spazio prezioso in cui cucina e narrazione si intrecciano e diventano l'una nutrimento dell'altra.
Il filo rosso di Santa Pietanza è la santità: provate
...Di Goethe tutto ma veramente tutto è già stato pensato, detto e scritto. Questo almeno fino alla pubblicazione di questo libro, nato con la dichiarata intenzione di non essere lasciato a raccogliere polvere in uno scaffale ma, al contrario, di farsi assegnare un suo proprio posto… in cucina! E naturalmente questo non può dirsi per alcun altro libro sul grande
...Si parla spesso dell’arte di arrangiarsi o del recupero degli avanzi, e lo si farà anche in questo libro. Ma gli avanzi, a San Vittore, sono un’altra cosa. La “sbobba” che passa l’Amministrazione è quella che è. Si cucina su un unico fornelletto da campeggio. La cucina è anche il bagno. La spesa si può fare all’interno del carcere, ma
...I cibi da strada sono un concentrato di sapori semplici, netti, antichi. Li trovi sempre dietro l’angolo. Ti nutrono a basso costo. Se sei del posto, ti mettono in contatto fisico con la tua identità. Se non fai parte della comunità, raccontano ai tuoi sensi la sua cultura. Ecco perché li amo. Per me i cibi da strada si trovano
...Contemporaneo per stesura, ma ben diverso dalle Centurie, questo ricettario estetico-gastronomico, qui nella prima edizione integrale italiana, ci presenta uno spaccato vivo e chiarissimo della vita e della società rinascimentale. Il Nostradamus che scrive è medico di vasta esperienza, frequentatore dei laboratori degli speziali e degli apotecari ed erede della tradizione alchemica. Ogni ricetta è accuratamente descritta, dettagliati gli ingredienti,
...Nulla rivela tanto delle abitudini di vita e dell’ambiente culturale di un’epoca quanto le sue consuetudini alimentari. Convinta di questo assioma, Trude Ehlert si è messa alla ricerca delle ricette e degli usi gastronomici tipici dell’età medioevale, dandoci in queste pagine un’ampia panoramica su quanto giungeva sulle tavole dei cavalieri nei loro castelli o in quelle dei conventi, nelle case
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